Dischi in vinile. A volte ritornano

sleeevface9Da tempo una numerosa schiera di audiofili sostiene che le registrazioni su dischi di vinile garantiscono una fedeltà di riproduzione e una qualità superiore rispetto ai CD e ovviamente agli MP3, compresi quelli con bitrate elevati. Margrado questa affermazione gli utenti sono rimasti convinti che la registrazione digitale offra vantaggi incomparabilmente più elevati.
Ma ora, per la prima volta, dopo 25 anni di assoluto dominio del digitale nell’industria discografica, il 2008 ha mostrato allo stesso tempo una riduzione delle vendite di CD musicali, e un raddoppio dell’utilizzo del vinile per le riproduzioni di alta qualità

.Nel 2008, sono stati acquistati negli Stati Uniti circa 2 milioni di album prodotti con vecchia tecnologia, raggiungendo livelli di vendita che risalgono al 1991. Ma al di fuori del valore numerico di per sé, lascia pensare l’incremento di oltre il 14% che si è avuto, in maniera costante, da 2006.
Le case discografiche stanno correndo ai ripari e anche quelle che avevano, da tempo, abbracciato completamente la tecnologia digitale pare siano intenzionate a un ritorno al passato. Ciononostante da molte parti la giustificazione della maggiore qualità appare non supportata da alcun motivo tecnico. gli analisti hanno giustificato questo aumento nella riscoperta, da parte degli utenti, del valore specifico degli album, con una copertina di più ampie dimensioni, una serie di illustrazioni e commenti più esaustivi e, solo secondariamente, per una qualità diversa che, su vinile, pare risulti più calda e piacevole.

Al contrario, vecchi produttori ancora legati a questa tecnologia, primo tra tutti Rainbo Records di Los Angeles, hanno affermato che: “… non c’è niente che possa paragonarsi a una registrazione su vinile; essa è analogica, e il suo suono è quanto di più prossimo c’è a una esecuzione originale. Se si ascolta un brano in condizioni ideali, con una disposizione degli spazi ottima,  è facile riconoscere la differenza tra le due  tecnologie”.
Rainbo ha affermato di aver distribuito, nel 2008, oltre un milione di copie di compilation su vinile, con un aumento di circa 120.000 esemplari rispetto all’anno precedente. La soddisfazione della società è evidente, anche se non è legata a un fatto esclusivamente commerciale, considerando che essa distribuisce anche incisioni su CD, a un ritmo, incomparabilmente più alto, di 75.000 pezzi al giorno.
Sulla scia di questo revival, altre società hanno valutato la possibilità di riaprire le loro linee di distribuzione; Music Direct, comparso sul mercato 20 anni fa, al momento dell’esplosione del mercato CD, ha annunciato di avere in progetto uno stabilimento per produrre dischi della più vecchia tecnologia, per rispondere alla crescente richiesta nel campo. Gruppi come i Nirvana, Van Morrison, Cream, Guns “N” Roses,hanno cominciato a distribuire il loro album disegnati, nelle copertine, in maniera molto simile a quelli in circolazione negli anni 80 e 70.

E, nei grossi megastore sono ricomparsi di nuovo i giradischi di una volta, ovviamente simili solo nell’aspetto ma con tecnologie incomparabilmente più efficaci e moderne.
Una curiosità; attualmente il vinile e i suoi componenti hanno raggiunto una qualità tale per cui un disco di questo tipo non pesa più di un centinaio di grammi, quasi un terzo rispetto a quelli di trent’anni fa.

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